L’abbiamo incontrata a fine aprile per parlare dello Swiss Arctic Project, una spedizione di 3 settimane alle isole Svalbard nel Mare glaciale artico con altri 4 ragazzi svizzeri, scelti tra 380 giovani aspiranti. Dal 16 luglio Tessa Viglezio, studentessa in biologia all’Università di Neuchâtel con la passione per le conseguenze dei mutamenti climatici sugli animali ha potuto navigare con i suoi compagni a bordo della nave svizzera MV San Gottardo nell’arcipelago delle Svalbard, uno dei luoghi abitati più settentrionali del globo. Un’esperienza indimenticabile per chi l’ha vissuta che Tessa ha raccontato nel suo blog per testimoniare l’importanza di una presa di coscienza, che proprio partendo da uno dei luoghi più freddi della Terra ci riporta all’emergenza del surriscaldamento climatico le cui conseguenze toccano la fauna locale sempre più minacciata e rappresentano una “spia” termica di quanto sta avvenendo nel clima globale. Fenomeni che riguardano anche le zone glaciali e nevose della Svizzera con conseguenze già ben visibili nella riduzione dei ghiacciai alpini e nelle variazioni dei delicati equilibri del permafrost. Come dire che andare al circolo polare artico ci riporta alla nostra latitudine con una rinnovata consapevolezza della gravità dei mutamenti climatici in atto.

Share This